| Pubblichiamo una riflessione scritta da un gruppo di ragazze di Casorate che nell'estate 2004 hanno effettuato un viaggio nella Missione di don Gianni a Pescador. CASORATE - PESCADOR "MISSIONE POSSIBLE"
Da quando Camilla e Roberta, due bimbe sudamericane (ora splendide adolescenti), sono arrivate circa quindici anni fa dal lontano Brasile per crescere in due famiglie italiane, tra i Casoratesi e gli abitanti del piccolo paesino di Pescador nel Minas Gerais si è davvero costruito un ponte di amicizia che unisce due continenti, due mondi completamente diversi, ma non per questo inavvicinabili.
Un ponte di affetti, di legami, di solidarietà. Il nome del nostro paese, “Casorate”, è conosciuto tra quella gente poverissima, che sorride con speranza alla parola “Italia” perchè spesso da qui sono partiti aiuti importanti diretti a don Gianni Sacco, il prete missionario originario di Bogogno, nel novarese, che opera a Pescador da circa quarant’anni.
Dopo aver conosciuto a Casorate la travolgente personalità di don Gianni nelle feste organizzate per il suo rientro in Italia, mia sorella Anna ed io abbiamo deciso l’estate scorsa di provare a vivere un’esperienza diversa, a Pescador in Brasile, con altre quattro ragazze italiane. E’ stata davvero una bella esperienza. Non ci sono altre parole per descriverla. Ma la cosa più bella è che non si è esaurita il 24 agosto, quando siamo tornate in Italia. Non è stata solo una breve parentesi, ricca di emozioni e ricordi: non è ancora finita.
Don Gianni è stato da noi a settembre e le ragazze italiane con cui siamo state in Brasile sono tornate con tanta voglia di fare e soprattutto di non dimenticare.
E così il 4 aprile nel salone del nostro oratorio abbiamo avuto la fortuna di avere fra noi Francesca Visconti, la missionaria laica italiana di Omegna (Vb) che opera a fianco di don Gianni con il suo stesso entusiasmo e il suo stesso coraggio.
Incontrando Francesca abbiamo potuto vedere anche da qui, da Casorate, un pezzettino di Pescador, quello di cui si occupa lei. Il Pescador dei vecchietti tisici che lei abbraccia teneramente, il Pescador delle vecchiette che cuciono tappeti colorati per far passare il loro tempo, il Pescador dei bambini abbandonati per strada senza un documento che porti il loro nome e che ricevono un nome e una casa da don Gianni e Francesca, insomma il Pescador dimenticato dei poveri e malati, ma che don Gianni e Francesca sanno amare con tutto loro stessi.
Ci è stata regalata una testimonianza preziosa che ci mette tutti in discussione e ci chiama a partecipare. Dopo l’estate in Brasile, infatti, è nata ad Omegna questa associazione, “Missione Possibile”, per la cooperazione e la diffusione di una sensibilità missionaria nelle nostre parrocchie italiane, ed ora visitabile anche dal bel sito internet www.missionepossibile.it
L’associazione si propone di creare un collegamento stabile e vivo con la realtà di Pescador, che ci permetta di seguire Francesca, l’infermiera che sta vivendo da qualche anno tra la gente del Minas Gerais in Brasile, nella missione di don Gianni Sacco.
L’obiettivo principale dell’associazione presentata a Casorate il 4 aprile è quello di promuovere adozioni a distanza, serate di sensibilizzazione nelle parrocchie, supporto nell’organizzazione di viaggi missionari per chi volesse trascorrere un periodo a contatto con la realtà brasiliana. C’è bisogno infatti di sapere. Serve solo il vedere, fare un viaggio non da “missionario” (non tutti se la sentono), ma neanche da turista. Si può solo essere ospiti e tornare diversi, vedendo cos’è questo “Terzo Mondo”.
Non dobbiamo per forza partire. Anche noi abbiamo un ruolo attivo, da qui. Possiamo associarci con soli 3 euro a “Missione Possibile” e la somma raccolta servirà per le prime necessità: arredamento, materiale scolastico, generi alimentari e sanitari. Francesca infatti ha bisogno di aiuto ed ha bisogno anche di noi.
E’ questo che ci ha detto quel lunedì sera quando è venuta a trovarci e ci ha fatto conoscere i “suoi vecchietti”, il suo lavoro non pagato ma gratuito. In Brasile non esiste uno stato sociale. Non ci sono le pensioni. Francesca si occupa di una casa per anziani, che morirebbero per strada se non ci fosse il tetto costruito da don Gianni e ora diretto da Francesca che li ripara, offre un giaciglio su cui sdraiarsi e un piatto caldo di fejoada per nutrirsi. Bambini che potranno salvarsi da infezioni e febbri mortali, grazie alle iniezioni e ai medicinali che però per ora riesce a stare in piedi solo grazie agli aiuti dell’Italia. Ha bisogno anche di noi.
Noi conosciamo don Gianni, ora conosciamo anche Francesca: due vocazioni diverse, una religiosa e l’altra laica, ma che entrambe hanno posto al centro della loro vita l’amore per il prossimo, donandosi totalmente.
Grazie davvero a Francesca e a don Gianni che ci hanno aperto le porte del loro cuore e delle loro scelte (non è facile parlare in pubblico), e grazie davvero a tutti quelli che hanno partecipato all’incontro, rispondendo numerosissimi, davvero: non ce lo aspettavamo, e grazie a don Giovanni e don Emilio che sono stati veramente disponibili e ci hanno ospitati.
Francesca era contentissima: non si aspettava così tante persone interessate e così generose e anche noi eravamo davvero contente. Grazie per la fiducia e la sensibilità con cui l’avete accolta.
Obrigado Casorate !
(Silvia e Anna Demolli, Mariangela Magistrali)
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