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Notizie
REPORTAGE DA PESCADOR - 4^ puntata, notizia del 13/08/2009
Cari amici,
dopo la toccante lettera di Federica, impegnata all'asilo di Nova Modica, è la volta di Umberto che ci scrive da Pescador, dove insieme a Vincent è impegnato nella costruzione di una casa per una famiglia molto povera.
Un lavoro molto duro, anche se non mancano occasioni si svago, di convivialità, di riflessione.
Buona lettura!


Ciao a tutti!
Arrivati a metà del nostro viaggio missionario eccoci con alcune impressioni della nostra esperienza.
Io e il buon Vincent stiamo ormai diventando “pedreros” (muratori) professionisti: è per noi una esperienza molto bella soprattutto perché stiamo cercando di dare una mano per costruire la casa per una donna che vive nei bagni pubblici di Pescador con i suoi tre figli. Il compagno della donna ci sta aiutando nella costruzione ed è molto abile, come del resto tutti i muratori di qui che sono fortissimi fisicamente e sopportano il caldo in modo brillante!
Per noi ovviamente questa attività è ancora più dura, soprattutto perché non siamo abituati: qui si utilizzano solo zappe, vanghe e badili, e nessuna macchina moderna per scavare il terreno brasiliano che è molto duro e compatto. Il sole cocente poi rende tutto più difficile: il caldo è asfissiante, iniziamo a lavorare alle 7 quando è ancora abbastanza fresco ma appena arriva il sole iniziamo a “cuocere” e dalle 12 alle 14 la calura è dirompente. Per fortuna nel primo pomeriggio ci portano una graditissima coca cola ghiacciata per rinfrescarci.
Non descrivo quello che facciamo perché mi dilungherei troppo: vi dico solo che in questi giorni abbiamo estirpato l'erba nell'area prescelta a suon di zappa e di vanga, abbiamo scavato le fondamenta e ieri (martedì) abbiamo iniziato a mettere i primi mattoni. I lavori saranno ancora lunghi perché siamo solo in quattro a lavorare, e soprattutto perché io e Vincent non abbiamo mai fatto i muratori, quindi ci manca parecchia esperienza...
Comunque, nonostante la fatica e il caldo, lavorare fianco a fianco con queste persone è davvero entusiasmante; non conoscendo bene il portoghese ci facciamo capire a gesti, ma ci intendiamo benissimo!
Alle quattro del pomeriggio si ritorna a casa, si fa una doccia e poi in attesa della cena ci riposiamo un po’ facendo un piccolo giro per Pescador: molto spesso ci scappa una buona cerveja (birra) al bar. Chiaramente non ci dimentichiamo di mantenere rapporti cordiali con i ragazzi del posto (e anche con le ragazze!!!... ma non fraintendete!!!)
Ci siamo ben integrati qui, la vita è molto diversa da quello a cui siamo abituati: semplice e povera, essenziale, ma in compenso manca lo stress della vita quotidiana italiana e i ritmi scanditi dalla natura ci permettono di avere tempo per riflettere, pregare e pensare a qualche idea da proporre per aiutare, una volta tornati, le situazioni più disagiate.
Molto probabilmente la settimana prossima lasceremo il "cantiere" per dare una mano in casa di riposo dove c’è molto bisogno e il lavoro non manca di certo, ma di questo vi racconteremo nelle prossime puntate!
Un grosso abbraccio dal Brasile

Umberto
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