Cari amici, dopo le mail di don Davide, rientrato proprio in questi giorni dal Brasile per poter seguire le altre attività dei gruppi dell'oratorio di Omegna (il resto della comitiva rientrerà invece il 25 agosto) eccoci con le prime impressioni dei diretti protagonisti del viaggio missionario.
A scriverci è Federica, che da qualche giorno sta vivendo un'intensa esperienza presso l'asilo di Nova Modica. A lei la parola... e le emozioni. Grazie a tutti per l'attenzione e a presto! Missione Possibile
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Ciao a tutti, questa prima settimana a Pescador è stata piuttosto diversa da come io, e non solo io, l’avevo immaginata; soprattutto per la grande ospitalità che ci ha accolti. Abbiamo avuto l’occasione, in questi giorni, di visitare non solo Pescador, ma anche i paesi qui vicini come Nova Módica e Itambacuri, molto simili a Pescador per la povertà presente in essi. A Pescador abbiamo visitato alcune famiglie della Villa, dove le condizioni di vita sono piuttosto disagiate e ciò che più mi ha colpita è la felicità che queste persone hanno in volto pur consapevoli della loro condizione, e non solo, infatti anche la loro ospitalità colpisce molto, dopo esser venuti a conoscenza di quanto sia difficile la vita per loro, soprattutto per gli stipendi ingiustamente troppo bassi che vengono concessi a loro. Sempre a Pescador abbiamo avuto la bella occasione di passare un pomeriggio di svago in campagna con gli ospiti della casa di riposo dove lavora la nostra Francesca; tante storie diverse, tutte alquanto tristi e tra queste quella che mi ha scosso di più è quella di Luis, un ragazzo di circa trent’anni di cui avremo sicuramente l’occasione di parlare quando io e gli altri torneremo a Omegna. La giornata a Nova Módica è iniziata con la visita alla parte nuova dell’asilo e all’orfanotrofio, dove siamo stati ospitati per il pranzo. Qui ho conosciuto alcuni dei bambini com i quali dovrò trascorrere circa quindici giorni a partire da domani e ho incontrato la signora Pretinha, che tiene le redini dell’orfanotrofio; è lei che nel pomeriggio ci ha poi accompagnati a visitare alcune tra le famiglie più povere del paese, tra le quali abbiamo incontrato una famiglia nella quale figli e genitori dormivano in appena 2 letti e sprovvisti di bagno. L’esperienza per me più forte però più forte finora è avvenuta a Itambacuri, dove abbiamo conosciuto una famiglia che vive in una piccola piantagione di banane senza acqua né corrente elettrica, composta da otto figli più i due genitori in una piccolissima casettina , se così si può definire. I tre figli più grandicelli, di cui due maschi e una femmina, sono figli della prima moglie e vivono parte del loro tempo nell’orfanotrofio di Itambacuri e parte, soprattutto nelle vacanze, in famiglia per meglio integrarsi con gli altri figli. La femmina, Solange, dovrà essere sottoposta ad un trapianto di cornea, a causa di un incidente avvenuto in famiglia di cui però non si è riusciti a capire la dinamica. Oggi pomeriggio ero nuovamente all’orfanotrofio e dato che la settimana di vacanze invernali è finita, i ragazzi sono stati riportati proprio oggi all’orfanotrofio... Mentre salutavo, prima di andar via, ho visto le lacrime sul volto della piccola Solange, probabilmente perché non capisce il continuo “sballottamento” tra orfanotrofio e famiglia... In quel momento avrei voluto solamente stare li con lei per non farla sentire sola, ma probabilmente non avrebbe nemmeno capito il gesto, dato che non mi conosce... Qui in fondo è quasi impossibile non dare affetto a questi bimbi che appena dopo un’ora che ti hanno conosciuto già ti chiamano “cia” (zia)! A presto... Até logo... Fede -------------------- |