Il gruppo di amici che ha passato un intenso periodo di "ferie" a Pescador è ormai sulla via del ritorno. Ci saranno occasioni per condividere ed approfondire la loro esperienza in terra brasiliana; per il momento un breve assaggio dal loro diario di viaggio: "Pescador, 27 luglio 2007 Il primo viaggio e`stata CASA LAR, un piccolo centro a Itambacuri, dove una donna, Magda, ha raccolto una quindicina di bambini. Abbandonati, violati, picchiati...... Il giorno successivo, a Teofilo Otoni, alla CASA O MENINHOS di suor Zoe. Sono piu`di 150 ed è ...terribile. Dai piccolissimi , fino a quindici, sedici anni. Sono divisi per gruppi di età. E hanno negli occhi la loro storia. Certamente, non una bella storia. Francesca e Roberta li prendono in braccio, li coccolano, li fanno giocare. Per ora non abbiamo avuto tempo di parlare di queste cose. E` ancora troppo presto. Le emozioni sono troppe, tante e si susseguono l`un l'altra.
Abbiamo gia`conosciuto il bellissimo bambino adottato da Francesca Visconti, Leandro. E cominciamo a vedere l'opera di Francesca in questa terra desolata: la sua casa di riposo, i suoi vecchietti, i suoi handicappati. Tutte persone considerate "di scarto" dalla società, che Francesca invece ama e restituisce loro una vita dignitosa." "Pescador, 28 luglio 2007
hola, ieri il viaggio è stato verso una baraccopoli dei Sem Terra, quelle persone che si sono unite in un movimento agrario e sociale per ottenere terra da coltivare. All'arrivo hanno chiesto a don Gianni di leggere per loro il Vangelo. Erano riuniti per discutere della partenza, che avverrà oggi, per l'assegnazione di appezzamenti di terreno a 28 famiglie del loro gruppo. Ci hanno chiesto di fotografare e riprendere con la telecamera le loro baracche, ci hanno offerto caffè e regalato lattuga fresca e altre verdure. Tra di loro vige un regolamento molto ferreo. Dopo le nove di sera, per esempio, nessuno può uscire dalla propria baracca: questo per evitare prostituzione, ubriacature, droga o altro. Non vogliono che l 'ideologia del loro movimento venga connotata anche come "persone fuorilegge morale". Il campo è vigilato a turno, da persone che fanno la guardia al cancello e la ronda durante la notte. I bambini sono splendidi. Il piu`piccolo ha 6 mesi....
...Oggi pomeriggio andremo invece nel carcere di Itambacuri. La banda musicale dei ragazzini di Pescador suonera` per loro." "Pescador, 28.07.07
CADEIA PUBLICA ovvero IL VIAGGIO ALL'INFERNO. La visita di oggi e' stata alla prigione di Itambacuri. Il pretesto per entrare in un luogo altrimenti proibito, e' stato il concerto della banda dei ragazzini di Pescador. Don Gianni ha ideato questo escamotage, prendendo i classici due piccioni con una fava: la banda che suona e le porte del carcere che si aprono. Maglia arancione squillante e pantaloni scuri, con un pulmann noleggiato per l'occasione, siamo partiti alla volta di Itambacuri. La prigione (cadeia) e' un edificio terribile, situato in cima ad una strada con una salita ripidissima (forse una pendenza maggiore del 20%). Si entra in un mondo dove la parola "uomo" ha perso il suo significato. Le celle sono gabbie di cemento e ferro, chiuse da lucchetti (in precedenza il carcere era un canile). All'interno di ciascuna possono trovarsi fino a 9 persone, tutti giovanissimi. Sdraiati su stracci sporchi e cemento, una sorta di intimita' preservata da una lacera tenda che ricava un bugigattolo dove lavarsi e defecare: l'inferno. Parassiti, scabbia, malattie. La droga la fa ancora da padrona e la stagnola che serve per farsi di crack e' abbandonata a mucchi dappertutto. Roberta e Francesca hanno dato sigarette e biscotti. Non potevamo dare parole perche' la lingua e' ancora uno scoglio. Il "potere" di don Gianni si infrange contro la corruzione e la disonesta' di chi dovrebbe invece tutelare la legge. I materassi acquistati sono stati venduti dai detenuti per comperare "roba" con la complicita' delle guardie. E' inconcepibile questa assenza totale di uno stato che vuole essere democratico. Vorrebbe redimere queste persone ma le riduce invece a bestie, che saranno sicuramente peggiori quando usciranno. I ragazzini hanno suonato meravigliosamente bene e non hanno niente da invididare alla banda di Casorate e di Bogogno. Tocco di fratellanza sonostati i due inni nazionali: quello italiano e quello brasiliano.
Che la casa di don Gianni fosse una porta sul mondo, non ne avevamo alcun dubbio. Infatti anche questa mattina ci sono stati ospiti inattesi. Una decina di Indios cacciati da una riserva statale, stava vagando disperata alla ricerca di cibo e indumenti. E sono arrivati qui, dopo che una comunita' di cristiani evangelici li aveva rifiutati (loro chiedevano cibo, ma la comunita' offriva adesioni alla loro setta!) Sono stati accolti alla nostra stessa mensa e hanno mangiato talmente tanto (pranzo e cena) da farsi una scorta per qualche giorno. Anche questa una esperienza che non immaginavamo di fare. A dire il vero avrebbero desiderato fermarsi a lungo, ma questa volta Celeste si e' (giustamente) impuntata e quindi sono stati caricati su un camion e portati in un "accampamento-albergo" che una associazione pro-indios ha predisposto per queste situazioni, in localita' Campanario.
Il sabato del villaggio si conclude in questo modo. Boa noite" "Pescador 30.07.07
UNA NUOVA STRADA PER I RAGAZZI DI STRADA Finalmente una visita che risolleva le speranze. Siamo andati nella fazenda (meglio: in una delle fazende) di Joaquim Cabral. Tremila ettari di terra di pascolo, collina, paludi (che il Governo Federal del Brasile non vuole che si bonifichi adducendo motivi..ambientalistici) messi a disposizione per il recupero dei ragazzi distrada. Voi tutti conoscete, ormai, Joaquim e sua moglie dona Teresina, che da circa trent'anni si sono dedicati ad accogliere ragazzi dalla strada, inviati dai servizi sociali, crescerli e insegnare loro ad accudire cavalli e mucche I ragazzi si appassionano a questa vita. Nessuno ha mai voluto fuggire; chi ha provato a farlo, e' poi ritornato spontaneamente. Alla fine, tutti loro hanno in mano un mestiere che in Brasile ha ancora molto valore. Sono ricercati i vaqueros e gli addestratori di cavalli e molti di loro, dopo i vent'anni sono riusciti a trovare occupazione presso grosse fazende o presso persone ricche che hanno, come hobby, la passione dei cavalli. Molti ragazzi vanno invece a lavorare in industrie. Chi decide di rimanere presso di lui e continuare a lavorare, viene pagato con una donazione di terreno e diventa a sua volta, piccolo proprietario. Decisamente, possiamo parlare di riscatto sociale e umano. Il bambino piu' piccolo, Joao Paulo, ha sei anni. Per noi hanno fatto uno spettacolo equestre, mostrandoci alcune evoluzioni ed esercitazioni pratiche. L'evoluzione finale e' toccata a Roberta, Jessica e Carlina che , monta a pelo, hanno deliziato i ragazzi con la loro grazia! Ovviamente non poteva mancare l'offerta di un cafesinho, dolce, biscotti di manioca, formaggio casalingo, burro e latte fresco appena munto.
Vero che vi stiamo solleticando il desiderio di una visita ? Qualunque siano i risultati finali, questo viaggio vale la pena di essere vissuto."
"Pescador 2 agosto 2007
IL PAESE DI PESCADOR Gia'. Non vi abbiamo ancora detto niente del paese. Ci rivolgiamo alle coppie che sono venute anni fa per le adozioni. Ricordate l' interminabile strada sterrata e piena di fango e buchi che dal Bicho Grosso portava diretti (si fa per dire, visto i sobbalzi) a quel cartello che abbiamo tutti stampato ancora nella mente "Biem vindo a Pescador"? Beh, e' stata asfaltata. Ovviamente alla brasileira. Ovviamente, dopo meno di un anno, è già piena di buchi. Ma almeno, per ora, non si affonda nel fango. Scommettiamo che non tutti ricordano perche' il Bicho Grosso si chiama cosi'. Quando i primi trabahadores, a colpi di machete e di faca, aprivano la strada tra la foresta, un mattino, al risveglio avevano trovato orme grosse. Forse di gattopardo, o forse di qualche altro . .... cosa? Non sapevano, ma di certo si trattava di un bicho (animale) grosso.
Nel paese sono aumentate le auto e , quindi, sono diminuiti i cavalli. Sono aumentati i negozi. Accanto ai tradizionali pertugi (che resistono ancora) nei quali (alla faccia delle nostre ASL) si vendeva un po' di tutto, in mucchietti allineati alla belle e meglio, sono stati aperti negozi di abbigliamento, molti bar con padinerie (panini farciti, coscine di frango fritte,...), un negozio di articoli evangelici (ci sono ben tre chiese protestanti) , un paio di supermercati con registratori di cassa futuristici, un mega distributore di carburante,.... Poi quattro palestre e un paio di campi da football. Si, perche' ogni sindaco che si rispetti, deve lasciare traccia del suo operato. Non si fanno fogne, perche' sono sottoterra e quindi non le vede nessuno. Non si sistemano le strade, tanto spostandosi un po' di qui e un po' di la' si riesce comunque a passare ( a meno che un camion non abbia le tue stesse intenzioni e quindi ti stende). ... Come allora, il paese non e' pulito. La gente non e' ancora stata abituata all'idea di tenere in ordine il suo pezzetto di terra all'esterno della casa, di fare o di curare il giardino. Tranne i pochissimi stranieri o chi ha lavorato negli Stati Uniti per qualche tempo. Non funziona piu' niente a Pescador. L'ospedale e' diventato un posto di primo soccorso, nel quale e' meglio non finire. Il resto, un disastro. Pero' hanno gia' organizzato un corso per insegnare ad usare gli open source di Linux!" "Pescador,8 agosto 2007
NEL GIARDINO DI FRANCESCA ...non potevamo lasciare Pescador senza il racconto di un lavoro realizzato in questi pochi giorni da Beppe. Con l'ultima manciata di semi sparsa nella rossa terra brasiliana, egli ha realizzato il giardino posto all'ingresso della Casa di Riposo di Pescador ove opera Francesca Visconti. Quando siamo arrivati, e' stato inevitabile chiedere alla nostra cara amica comune, quali progetti avesse per il terreno davanti alla Casa. "Qualche fiore, un po' di verde". La sua risposta e' stato il motore di accensione e cosi' abbiamo progettato e realizzato, con un occhio al tempo a disposizione e un altro al portafoglio, questa area di verde. Uno dei vecchietti e' stato ingaggiato, assieme ad un esterno (che abbiamo poi pagato) per lavorare con Beppe, riempiendo e svuotando carriole e carriole di terra, creando livellamenti e camminamenti. Non e' mai mancato un giorno, il vecchio Joao. A lui sara' affidato il compito di occuparsi quotidianamente della manutenzione del verde. E questo e' importante perche' in questo modo avra' giornate che lo stimoleranno, anche dal punto di vista mentale. Il ceppo di un albero che era stato, purtroppo, tagliato durante la costruzione della Casa, e' stato trasformato in tavolo e il piano di appoggio realizzato con una antica ruota piena, di un carro agricolo, donata da don Gianni.. Attorno, recuperando altri ceppi, sono state realizzate delle panche. Per la prima volta, il capo della falegnameria ha prestato la sua opera gratuitamente! Sono stati impiantati ibiscus, oleandri, buganvillee, croton, siepi di pingo de oro, che fara' grappoli di fiorellini azzurri, una ortensia (che era il nostro regalo di anniversario per i tre anni di matrimonio di France e Lindo), roselline e un paio di altre qualita' di cui non ricordiamo il nome. Al centro , tre piante di agrumi: laranja di bahia, laranja lima e una michirica.Il resto, prato. Ora tocchera' al sole e al clima brasiliano far fiorire e fruttificare questo piccolo eden. Roberta e Francesca hanno recuperato due vecchie sedie, le hanno grattate e riverniciate di un azzurro intenso: un tocco di allegria in piu' per gli abitanti della casa.
Questi giorni ci sono serviti per conoscere meglio Francesca e la realta' della sua casa di riposo. Discutendo e mettendo insieme esperienze diverse sara' possibile costruire tanti piccoli percorsi di aiuto per i suoi degenti: preparatevi, cari amici in Italia. Sarete travolti dalle idee."
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